Kenny Rogers, l’intramontabile

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Il cantante texano Kenny Rogers, pur ottantenne, non sa cosa significhi fermarsi. Per lui una parola davvero sconosciuta, quasi una beffa per la sua creatività senza confini. Prosegue infatti nelle sue molteplici attività, in primis le esibizioni canore e strumentali di Country Music e la passione per la fotografia.
Un esempio per tutti, soprattutto per coloro che da un bel po’ di tempo hanno lasciato alle spalle il periodo adolescenziale, e che vedono il passare del tempo come uno stop per continuare a sognare.
Nativo di Houston (Texas), Kenny, tra i numerosi riconoscimenti conseguiti dal 1958 in poi, è membro del Country Music hall Of Fame (2013) grazie a un’attività ricca di successi internazionali.
Dotato di una voce calda e suadente, è stato definito ‘artista on the road’, appellativo sintetizzato nel brano “She Believes In Me” che per molti versi esprime il proprio concetto di vita.
Nato da una famiglia non certo benestante, dopo aver conseguito un diploma a nemmeno vent’anni ha fondato un gruppo di giovani che gli ha permesso le prime scritture e incisioni. Poi la collaborazione con il fratello Lelan, che lavorava con la Decca americana, a cui sono seguite altre esperienze fino al successo dirompente ottenuto con il brano “Something’s Burning”.
Con “Momma’s Burning” esprime la sintesi delle tematiche Country: dalla figura materna alla detenzione, dal concetto del divino al ritorno nella casa paterna.
Nel ’75 ecco la firma del contratto con la United Artists, poi il suo primo disco in veste di solista, il famosissimo “Lucille” (1977), che lo proietta nel gotha della Country Music.
Kenny viene sempre più richiesto per la sua intensità interpretativa e i messaggi semplici e puri, quelli che dalle orecchie giungono al cuore. Si susseguono le collaborazioni con artisti famosi. Basti ricordare il suo album “Eyes That See In The Dark” prodotto nell’83 dai Bee Gees, con il duetto assieme a Dolly Parton in “Island In The Stream”.
Nell’85 Rogers prende parte con Michael Jackson, Lionel Richie, Stevie Wonder, Bruce Springsteen e molti altri a “USA For Africa”. Per via di questo evento epocale, contribuisce ad aiutare la popolazione etiope colpita da una insanabile carestia grazie ai proventi ottenuti dal famosissimo brano “We Are The World”, divenuto autentica colonna sonora di quel periodo.
Due anni dopo, prende forma la sua ennesima consacrazione con la vittoria del Grammy nella categoria ‘Miglior Collaborazione Country Vocale’ assieme a Ronny Mislap.
Ma questo grande non si ferma al mondo delle sette note: lo si può apprezzare anche nei panni di attore, partecipa infatti a programmi televisivi quali “The Real West” e nei film “The Gambler”.
E l’amore per il mondo degli equini? C’è pure quello. In Georgia alleva cavalli arabi in una sua grande tenuta. Già, i cavalli, quei nobili animali che hanno accompagnato gli umani per millenni e millenni, quasi sempre sacrificando loro stessi per le nostre esigenze.
Rogers-cavallo: un binomio scontato e imprescindibile per un grande texano come lui.

Il Texano

 

 

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