COLT, il revolver che ha contraddistinto un’epoca

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Samuel Colt, inventore del suddetto revolver, era nato il 18 luglio 1814 nel Connecticut, e si spense nel 1862.

Un po’ di storia.

Durante un viaggio verso l’India, mentre era mozzo su una nave, ebbe l’idea di costruire una pistola a tamburo. Depositò il suo primo brevetto in Inghilterra nel 1835, e poi un secondo negli USA. Agli inizi questo giovane imprenditore non fu proprio fortunato, e addirittura fece bancarotta, ma in seguito, nel 1847, consegnò mille revolver ai Texas Rangers, i quali, stupiti per l’efficacia e la duttilità dell’arma, fecero diventare famosa la Colt.

Nella città di Hartford (Connecticut) questo ideatore costruì una grande fabbrica, che lavorava moltissimo e che divenne la fucina di armi dell’America durante la guerra di secessione.

Il revolver fu caratterizzato da più modelli. I primi nove erano a percussione, ad avancarica, che dovevano essere caricati con polvere da sparo, borre, pallottola e capsula esplosiva. Potevano sparare solo quando il cane era stato alzato.

Successivamente, siamo nel 1873, Colt creò un modello a cartucce che fu fabbricato come ‘Colt Single Action Army’, e che nel West è divenuto famoso come ‘Peacemaker’, cioè ‘portapace’.

Il Peacemaker (detto anche Frontier) era l’arma tipica del cowboy, per il quale si costruì questo revolver con canna lunga 19 centimetri, anche nel calibro del fucile Winchester .44-40., in modo che al cavaliere bastasse, per entrambe le armi, un unico tipo di munizione.

Una particolarità che nulla ha a che vedere con il revolver in questione.

Colt è anche un termine inglese attribuito ad un giovano cavallo stallone. I cowboys chiamavano però ‘foal’ un puledrino al di sotto di un anno, e una giovane cavalla ‘filly’. Il cowboy riconosceva il ‘colt’ in quanto si avvicinava all’uomo, mentre la ‘filly’ restava vicino alla madre.

Naturalmente più pacifico il cavallo che non la pistola… No?

Il Texano

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