Carrie Underwood, la voce del Wind Western

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Poco più di trent’anni portati magnificamente: ragazza affascinante, grande temperamento e una voce da angelo in versione ‘soprano lirico spinto’. Parliamo di Carrie Underwood, una delle star più acclamate nell’universo della Country Music.

Nata a Muskogee in Oklahoma, è cresciuta in una fattoria assieme ai genitori e tre sorelle, e fin da piccola si è cimentata in canti religiosi tipici di quelle zone. Un annuncio di ciò che sarebbe diventata in seguito a partire dal 2005, quando ha vinto la quarta stagione del Talent Show statunitense American Idol.

Cantante e compositrice, ha fatto manbassa di Grammy Awards, American Music Awards, Academy of Country Music Awards e Billboard Music Awards.

Il suo segreto? Una voce inconfondibile, con un’estensione davvero rara e perfetta nel registro basso, medio e alto. Talento naturale insomma, che manda in visibilio i numerosissimi fans che la seguono nei concerti. Da qualche tempo è molto apprezzata anche in Italia per alcuni suoi celeberrimi brani che vengono ballati un po’ ovunque dai nostri Line Dancers. Basti citare ‘Quitter’, ‘Cowboy Casanova’, ‘Good Girl’, ‘Blown Away’.

Carrie ha una personalità forte e spiccata, è un’animalista convinta (ama particolarmente i cavalli) ed è pure vegetariana: per una giovane nata nelle praterie dell’Oklahoma, dove la steak è il classico piatto forte, non è poca cosa. Per la serie quando si hanno le idee chiare e le si portano avanti ad onta delle costumanze…

Ritornando alla sfera musicale, molti esperti della vocalità la considerano un autentico prodigio, per la facilità e uniformità di emissione accompagnata da una grinta che viene avvertita da chi la ascolta e che provoca i cosiddetti ‘brividi’ (in senso buono ovviamente).

Sposata da tre anni con il giocatore di hockey su ghiaccio Mike Fisher ha visto coronare il suo sogno d’amore con l’esecuzione di brani di musica classica, alla presenza di suoi colleghi cantanti (conosciuti?) che rispondono al nome di Tim Mc Grow, Faith Hill e Garth Brooks. Scusate se è poco…

Una personalità poliedrica dunque, che si è anche cimentata nei panni di attrice (nel 2011 ha recitato nel ruolo di Sarah Hill nel film ‘Soul Surfer’) ma che viene universalmente acclamata come singer di eccelse qualità. Non per nulla nel febbraio del 2010 le è stato proposto di interpretare l’Inno Americano in occasione dell’apertura del 44esimo Super Bowl, e nel gennaio del 2012 la rivista americana Billboard l’ha inserita al terzo posto della classifica delle migliori cinque esecuzioni di tutti i tempi dell’Inno Americano.

Ma bando alle parole, ascoltiamo questo prodigio: una sorta di Wind Western vocale con un futuro davanti a lei tutto da vivere galoppando verso successi sempre più significativi.

Il Texano

 

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