John Wayne ha compiuto i simbolici 110 anni

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Augurissimi Duke! Tu sei eterno alla faccia della cassa da morto. Lo dimostra l’attaccamento dei tuoi ammiratori sparsi per il mondo, di quanti amano il West, e lo vivono nell’animo guardando i tuoi 84 film con cappello, stivali e pistola che hai interpretato in 46 anni. Una media davvero straordinaria. Hai personificato l’Uomo Americano nella propria essenza. Non per nulla il grande presidente Ronald Reagan ti ha definito ‘una forza attorno a cui venivano creati i film’. Questo perché eri assai più di un attore.
Eri rude, sbrigativo, poco disposto al dialogo, in caso di necessità pronto a dar mano alla colt. In altri termini, icona poco raccomandabile secondo i concetti socio-filosofici di chi è avvezzo a considerare la realtà come un qualcosa di mai definito e definitivo, dove è giustificabile, e pure giusto, stravolgere i valori a seconda dei tornaconti personali.
Il tuo stile di vita ha saputo incarnare in modo magistrale sincerità, mascolinità, visione pratica delle cose, azione diretta a fronte dei problemi, senso dell’onore e dell’amicizia.

Considerazioni personali

C’è ‘voglia di John Wayne’ in particolare fra le persone semplici, che dopo una settimana di lavoro si ritrovano a fare quattro salti a tempo di Line Dance o a dedicarsi a un’escursione a cavallo in campagna o in collina.
‘Voglia di John Wayne’ significa in altri termini ritrovare il senso normale delle cose, dire pane al pane, agire, sbagliare e ripartire dagli errori commessi con la determinazione di non ripeterli più. Se ne commetteranno altri ma non più quelli, perché perseverare è diabolico, e i tipi diabolici il nostro John Wayne li spediva direttamente nel loro ambiente naturale: all’inferno.
La società in cui viviamo è un magma di fuck, di messaggi subliminali, di corsa incessante e ossessionante nella sua ripetitività. Una corsa verso traguardi non sempre chiari e definiti. Un mix di contraddizioni a volte drammatiche se non addirittura tragiche.
Ecco perché riemerge la ‘voglia di John Wayne’.
Proprio i denigratori di quello stile di vita tipica della Vecchia e tanto deprecabile Frontiera si stanno trasformando – involontariamente – nei suoi promotori.
Perché la confusione disorienta e spaventa, mentre la chiarezza no.
Dunque, la parte piccola o grande di John Wayne che si trova celata in ciascuno di noi pare venire alla luce sotto forma di ribellione, si spera pacifica.
I tanti Dulcamara, o venditori di fumo, stiano dunque in guardia. Non sarà più la vecchia colt a metterli in fuga, ma un nostro atteggiamento meno incline a farsi gabbare.
E’ un augurio che sa molto di presa di coscienza e di libertà, a fronte di un contesto che blandisce, che sparge fumo per confondere i tratti delle cose, con l’obiettivo malcelato di condurre i cervelli all’ammasso.
Con tutti i difetti veri e presunti, The Duke al nostro posto risolverebbe la questione recitando una battuta fulminante o appioppando un uppercut da conto totale.
Con buona pace del malcapitato di turno.
Numerosissimi i brani musicali di Country, e Country-Rock, che citano il nostro Duke, la cui fama ha oltrepassato il mondo del cinema per approdare a quello delle sette note.
Per tutti questi motivi, John Wayne è e resterà immortale, anche se era nato nel lontano 1907.

Il Texano

 

 

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