Il Cowboy Americano

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Un capitolo diverso dal solito, questa volta non musicale ma utile per meglio comprendere la vita e il contesto storico tipico del cowboy americano.
Una figura leggendaria più che mai presente Oltre Oceano nonostante il trascorrere del tempo.
Il vostro amico Texano.

Stigmatizza lo scrittore H. J. Stammel: “I tempi eroici del cow-boy americano ebbero inizio alla fine della Guerra di Secessione, in quanto, dopo le devastazioni del conflitto, il fabbisogno della carne e della pelle crebbe enormemente.
Qui, il cow-boy divenne figura emblematica nei miti nazionali, trasformandosi in “Homo Americanus”.
Motivo di ciò fu il ‘Codice d’Onore’ del cavaliere, basato sulle leggi naturali, a cui il cow-boy si sottoponeva volontariamente.
Onore, stima per se stesso, premura per gli altri e dignità, rappresentavano per lui i valori supremi.
Un ‘codice d’onore’ volontario, che non permetteva sottomissioni ad alcuno.
Per questo motivo, la società dei cow-boys si traduceva in una democrazia perfetta. Essi vivevano del plebiscito giornaliero degli uomini: erano riconosciute soltanto l’opera personale e la forza del carattere.
La fierezza dei cavalieri non permetteva la lotta con i pugni e con i coltelli (un modo di combattere considerato degno solo dei <guardiani di muli e dei messicani>), ma preferiva il rituale – e leale – duello con le armi da fuoco.
Il cow-boy fu il vero “aristocratico americano”, che impersonava una sorta di ‘cavaliere della Colt’ nomade; che guardava dall’alto al basso gli ‘uomini a piedi’; che disprezzava l’esercito, i politici, gli avvocati. Che rifiutava rigorosamente un lavoro che non fosse ‘il suo’.
Per questo motivo, cercatori d’oro, coltivatori, operai delle ferrovie e cacciatori di bisonti, non erano mai dei veri cow-boys.
Quando l’era del pascolo libero e del cavaliere nomade finì a causa del rapido progredire della rivoluzione tecnica, tanti cow-boys preferirono diventare dei ‘banditi liberi’ piuttosto di sottoporsi alla nuova èra delle parcelle e dei managements.
Il cow-boy non rubava per arricchirsi ma per ‘giocare con la vita’, e per finire “come era giusto per un uomo libero a cavallo”.
Non conosceva la paura per la morte, perché “è più importante come si vive di quanto si vive”.
Certa cinematografia e varie storie scritte hanno il più delle volte falsato le figure dei cow-boys, facendoli apparire come uomini rissosi e avidi: qualità negative che il cow-boy, in realtà, disprezzava profondamente.
Ancor oggi, nell’èra industriale che porta in sé la paura dell’insuccesso, della vecchiaia e della morte, il cow-boy è simbolo di Uomo Libero, di eterna gioventù.
In confronto allo “Zio Sam”, emblema del pragmatismo, egli è e resta la figura simbolica dell’idealismo”.
(Il cowboy. Dizionario della storia dei pionieri americani)
IL CODICE D’ONORE DEL COWBOY

1) Non interessarti del passato del tuo vicino.
2) Sii ospitale verso lo straniero, e sii pronto a dare la tua vita per il suo benessere.
3) Offri una ‘buona possibilità’ a ogni nemico, e combattilo solo quando puoi vedere il bianco dei suoi occhi.
4) Non sparare a nessun uomo disarmato, e sii indulgente con l’avversario che cede.
5) Non proferire parole ingiuriose senza prima calcolare le più serie conseguenze.
6) Non essere ingrato.
7) Difenditi solo quando l’autodifesa è necessaria. La tua vita non ha alcuna importanza: importanti sono soltanto il tuo onore e la considerazione di te.
8) Non portar via a nessuno ciò che non ti appartiene.
9) Sii pronto ad assistere i deboli e le donne, e a proteggerli contro tutto e tutti. E non permettere che venga loro torto anche un solo capello.
10) Se nessuno desidera o aspetta il tuo aiuto, preoccupati solo di te stesso.

Il Texano

 

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