Tutti in attesa di un barbecue…

pubblicato in: The Giants

Nel difficile momento che stiamo vivendo, costretti a fronteggiare le varie restrizioni dovute a questa maledetta pandemia, il desiderio comune coincide con il ritorno alla normalità. Normalità significa sentirsi liberi da vincoli, poter rivedere amici e conoscenti, essere in grado di spostarsi liberamente da una località all’altra, festeggiare onomastici, compleanni, sposalizi e via di questo passo.
‘Normalità’ equivale oggi più che mai a ‘felicità’.
Felicità anche a tavola, magari deliziandosi con un classico barbecue.


Già, barbecue: un rituale culinario che ebbe origine nel lontano 1854 presso il Bar- Be -Que Ranch nel Texas, quando una famiglia guidata da un fattore di nome Bequett organizzò una festa di compleanno invitando i vicini ad un banchetto all’aperto con tanto di vitello arrostito.
L’evento, pur semplice ma davvero innovativo e funzionale per quei tempi, riscosse un gran successo. La voce si diffuse piuttosto rapidamente, al punto che quel ‘barbecue’ così sobrio prese corpo fino a diventare un avvenimento sociale, durante il quale non solo si danzava allegramente, ma fungeva da tramite per allargare le conoscenze.


Risultato inatteso: aumentavano gli affari e anche la politica prendeva corpo.
Un così piccolo barbecue iniziale si trasformò in un barbecue all’ennesima potenza.
Dal Texas sud-orientale questa usanza si diffuse piuttosto rapidamente nei territori degli altri Stati americani soprattutto dove era d’uso comune l’allevamento dei bovini.
Questa consuetudine con il trascorrere del tempo oltrepassò gli oceani fino a bussare alle nostre porte.
Come ben sappiamo, il buon cibo è un collante insostituibile, ancor più se accompagnato da un bicchiere di birra o vino.
Il profumo di arrosto stimola l’appetito, fa dimenticare le problematiche quotidiane, rafforza i rapporti già esistenti e incentiva il desiderio di instaurare nuovi legami fra le persone con le quali ci si confronta.


Pertanto, tutti ci auguriamo che questo grigio periodo storico possa terminare il più presto possibile, e che ci faccia comprendere come si era sereni e fortunati (forse senza che ce ne rendessimo conto) prima che il Covid-19 ci relegasse in noi stessi.
Il ‘male’, quando viene sconfitto, fa meglio realizzare e apprezzare il valore del ‘bene’.
Un’antitesi dura ma utile per poter crescere e superare gli ostacoli.

Il Texano