Come calmare un cavallo impaurito ed arrabbiato

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Il mutare delle stagioni con i frequenti sbalzi di temperatura, le festività natalizie che in questo periodo comportano sparatorie dei cacciatori, esplosioni atte a salutare l’arrivo del nuovo anno, fanno sì che i cavalli risentano negativamente di tale contesto.
Alcuni amici appassionati di Country Music, e al contempo amanti delle passeggiate equine, mi hanno chiesto di esprimere un mio pensiero per evitare incidenti.
Ecco cosa ho realizzato dopo un trentennio di cavalcate fra boschi, praterie e colline.
Il cavallo, per sua natura pauroso in quanto facente parte degli animali predati, è facilmente vittima di sensazioni che spaziano dalla paura all’ansia alla rabbia.
Fattori che possono creare problemi anche seri in chi lo gestisce. Problemi che poi ricadono inevitabilmente sull’animale: castighi da lui interpretati spesso con difficoltà.
Dunque è importante conoscere bene i termini della questione proprio per evitare che il rapporto cavallo-cavaliere, da empatico, diventi conflittuale.
Distinguiamo intanto cosa siano ‘paura’ e ‘ansia’.
La paura emerge quando il cavallo sa conoscere la causa, vale a dire di cosa ha paura.
L’ansia è invece una paura vaga, che avverte senza individuarne la causa. Un cavallo può sentirsi a disagio e in ansia per il ricordo di un qualcosa accaduto anche tanto tempo fa, o viceversa per un cambiamento nei suoi programmi e nei suoi schemi di vita.
La tensione emotiva può incidere sulla sua digestione e addirittura sulla salute. Quando è invece ‘mentalmente rilassato’, l’intero processo digestivo rallenta, e digerisce il cibo più naturalmente. Non va mai dimenticato che per portare un cavallo al massimo della forma fisica bisogna prima renderlo mentalmente in forma. Nell’addestramento, la cosa più importante da ricordare è che qualsiasi cosa lo spaventi o lo sconvolga (o risulti dolorosa per lui) sarà ricordata per molto tempo.
Dunque mai spaventare il cavallo nel suo box: luogo in cui deve sentirsi assolutamente tranquillo e sicuro, essendo casa sua. Dovendogli fare qualcosa di poco piacevole (ad esempio un intervento medico anche lieve) è bene spostarlo da un’altra parte.
La paura può infatti trasformarsi in eccitamento, e questo tramutarsi in rabbia.
Anche il cavaliere deve reprimere la propria conseguente rabbia, altrimenti non farà altro che suscitare nell’animale ancor più rabbia e paura: un cocktail piuttosto pericoloso…
Restando freddi e calmi, il cavallo ‘pronto a combattere’ si troverà spiazzato, e nella stragrande maggioranza dei casi si calmerà.
Pure la voce tranquilla e serena del cavaliere è un validissimo sistema per distendere l’equino che penserà: “se lui è quieto non ho di che preoccuparmi”.
Al contrario, punendo la sua rabbia gli si darebbe un motivo in più per essere ulteriormente adirato, provocando in lui sentimenti di vendetta.
Se un cavallo scarta di fronte a una bustina di plastica mai vista prima o alla presenza di un cacciatore, e per questo viene picchiato, identificherà le botte ricevute con la bustina di plastica o con il cacciatore. In tal modo il cavaliere otterrà il risultato contrario, peggiorando la situazione e accrescendo nel cavallo paura e nervosismo.
Il rimedio? Provare e riprovare a vincere l’ostacolo di turno con pazienza, rilassatezza fisica e mentale. Il cavallo sa ‘leggere’ molto bene chi gli siede in groppa.
Buone cavalcate in serenità.

Il Texano